Metti un giorno di riposo in settimana,
metti la voglia di non stare a casa,
metti la voglia di non stare fermo,
metti da mangiare nello zaino,
metti anche qualcosa da vestire,
metti la canon 700d col 18/55 e il 55/250
metti le scarpe ai piedi!!!
...e via si parte destinazione Monte Emilius,
va beh dai, dove riesco ad arrivare!!!
Ore 6:03 sveglia, colazione e si parte... alle 7:00!!!
Penso se non sono partito tardi, se patirò il caldo, a Pont Suaz (Charvensod), la Dora Baltea riflette il primo sole
Salgo su per il sentiero che porta al Vallone del Comboé, nel bosco ammiro le tantissime varietà di funghi: gialli, rossi, viola, marroni e molte altre sfumature, non devo raccoglierli e neanche toccarli, non ho la conoscenza per sapere se sono velenosi o commestibili, non li tocco, stop!
Passo dopo passo esco dal bosco, percorro un tratto di strada carrai e poi il sentiero panoramico, ho freddo nei tratti all'ombra, metto su i manicotti, cerco i guanti preparati la mattina, non li trovo, penso, focalizzo la camera da letto e.... "Cavolo! Ho lasciato i guanti sul letto!!!" Altro che patire il caldo!
Di nuovo al sole, il primo laghettino nel Vallone di Comboé - Charvensod
Seguo la strada sterrata, passo vicino alle mucche al pascolo, all'alpeggio e alle case, i bambini giocano fuori baciati dal sole, proseguo, vedo i prati dove da adolescente con gli amici piantavamo le tende. Salgo per lo stretto e ripido sentiero, dotato in alcuni tratti di corde e scalini metallici, oltre tutto si trova all'ombra e fa nuovamente freddo.
Uno sguardo al percorso appena fatto
All'uscita del sentiero si può ammirare il Rifugio Arbolle
Sono in anticipo secondo la cartellonistica di circa 35 minuti, bene proseguo. Sono a 2500m sul livello del mare.
Il sentiero è per lo più tra le rocce e i sassi
Segna via del sentiero 102
Da qua mancano 40 minuti al Colle dei Tre Cappuccini e 120 min alla punta del Monte Emilius.
Percorro circa 20 minuti, quando ho un crollo fisico, con calma, molta calma, senza avere in realtà male, avanzo e nel tempo che mi sarebbe servito per arrivare alla cima arrivo al passo dei Tre Cappuccini.
Vista l'ora, le 14:30 circa, posso fermarmi qua, mangiare il panino, fare le foto alle amate montagne, ridiscendere. I laghi del Laures:
Il lago Gelato
La salita tra le rocce è segnata abbastanza bene, la discesa invece non lo è altrettanto, ma con calma si scende, con un pò di attenzione anche senza perdere il sentiero.
Sono ai lago di Arbolle
e sul lato opposto del rifugio Arbolle
uno ultimo sforzo per salire al Colle di Chamolè, a dove si può ammirare da un lato, quello destro il Vallone del Comboé e da sinistra la valle centrale con Aosta e più sotto il lago di Chamolé
In salita le indicazioni sono presenti, in discesa non sono così chiare, soprattutto per chi è diretto verso Pila. Consiglio di avere al seguito cartina e gps della zona.
#molestolo #Aosta #Italia #ValledAosta
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venerdì 28 agosto 2015
domenica 16 agosto 2015
ricordi
Ricordi a Comboé
Un sentiero quello da Pila a Comboé che non percorrevo da metà anni 90,
una delle mete domenicali con gli amici e le amiche nel periodo
dell'adolescenza.
Dopo un paio di giorni di rilassamento, di svogliatezza, di organizzazione e poi con la scusa della pioggia di annullamento del tutto, siamo ripartiti a camminare o meglio dire correre. Bene oggi abbiamo vinto la pigrizia!!!
Appuntamento pomeridiano con Daniele, dopo aver bocciato la mia idea di giro, saltiamo, dopo una corsetta per alcune via di Aosta, sulla ovovia direzione Pila, circa 15 minuti di chiacchere e poi siamo su.
Rifornimento idrico e poi via di corsa verso la conca di Comboé.
Imbocchiamo da subito un sentiero che conosco bene, sono però circa vent'anni che non lo percorro, quanti ricordi affiorano, non voglio mandarli via, tutti molto belli, tranne un paio che mi sarebbe piaciuto col tempo rimuovere, ma così non è stato, fanno purtroppo parte di quel bagaglio che l'adolescenza lascia, errori che aiutano a crescere.
Qua noi venivamo su il sabato sul finire degli anni 80 primi anni del 90, tra i miei 16 e i 21 anni circa: maschi e femmine, tende, mangiare e molto bere alcolico!!!
Si ritornava giù la domenica pomeriggio, alle volte non proprio sobri...
In un attimo siamo alla conca, ma come?!? All'ora ci mettevamo un eternità!!! Rivedere certi luoghi è fantastico, ripensare agli amici, alcuni li vedo spesso, altri purtroppo la vita li ha allontanati, alcuni vivono e lavorano in altre parti del mondo. Vi penso sempre con tanta gioia, AMICI!!!
Ho accumulato tanta gioia ed adrenalina, che la corsa fino ad Aosta in discesa non la sento e non la percorro con la mente. Grazie Daniele per avermi portato in quel posto! Ragazzi e ragazze vi aspetto per bere qualcosa nuovamente assieme!!! Gin, Crema di Whisky, birra... scegliete voi, farò un eccezione essendo diventeto un "bevitore occasionale". Ah, ah, ah!!!
Grazie Daniele!
#molestolo #Aosta #Italia #technosportvda #technovda #technorace #TrailAutogestiti #TA&Technosport Technosport Charvensod #ValledAosta
domenica 19 luglio 2015
Courmayeur - Etroubles percorrendo l'Alta Via 1
Aosta, lunedì 13 luglio 2015 ore 5:15. Michel, un caro amico, che per lavoro è diretto in Francia, ci fa il favore di portarci a Cormayeur. In questa lunga camminata siamo Claudia ed io. Claudia è mia moglie, la compagna della mia vita, i miei amici le chiedono sempre come fa a sopportarmi o le dicono che è una santa donna, credo che sia vero, una ne penso mille ne faccio, sono un rompi cojoni patentato, insomma molestolo, il 9° nano, di soprannome e di fatto... va beh, sto divagando con cose che non riguardano la gita.
PS: l'8° nano è trombolo, il nano che ha uno "strumento" di 35 cm...
PS2: Chi si ricorda i nomi dei sette nani? ;)
Courmayeur ore 6:05 dopo aver bevuto il caffè e salutato Michel ci incamminiamo, mi sembra ancora di vedere la folla lungo le vie del centro che si accalcava per vedere la partenza e poi successivamente dopo una settimana l'arrivo dell'ultimo concorrente del Tor des Géants, un'enorme festa!!! Urla, striscioni, lo speaker che scandisce gli ultimi passi, noi, le scope, dietro a chiudere la gara, le foto di rito... seguo i miei pensieri fino all'imbocco del sentiero per il primo rifugio Bertone, poi la passione per la natura e la montagna prende il sopravvento.
Poco prima del rifugio, mentre gettiamo un ultimo sguardo alla valle, con Courma (così viene chiamata affettuosamente la cittadina ai piedi del Monte Bianco) ai nostri piedi, un gruppo di appassionati di trail, di lingua francese ci sfila, ci si saluta, una tradizione della montagna.
Uno sguardo alla catena del Monte Bianco
Al Bertone ci sono diverse persone di varie nazionalità e una comitiva di asini... ops con gli asini, non prendetevela , si scherza!!!
Una rapida occhiata alla cartellonistica e via
Stiamo camminando sul percorso della Gran Trail Courmayeur, esattamente sulla corsa lunga Ultra Trail 90Km - 6000m D+ del 11/12 luglio, il mio amico Sergio Borbey, atleta di punta della Technosport Trail Team è arrivato decimo assoluto. Complementi Sergio! Sei un grande!!!
Laggiù in basso la frazione Entrèves con l'ingresso del tunnel del Monte Bianco
Procediamo nella Val Ferret
incontriamo piacevolmente dei Carabinieri che scendono
al Bonatti facciamo una breve pausa per rifornimento idrico alla fontana presente e poi si riparte. Per di qua o per di là?
Dai casolari di Giué Dessus si vede il vallone di Malatrà, andiamo verso la fine del falso piano, saliremo dopo la cresta di sinistra, da qua non si vede il colle.
Un ultimo sforzo e arriviamo al colle di Malatrà, nella foto è il punto più basso e centrale della cresta.
Allo stretto colle a 2925m facciamo le foto di rito, va beh per farle devo spazzare via le nuvole dal Monte Bianco.
Per utili informazioni consultare la relazione, con foto allegate, della guida alpina Stefano Pivot su www.montagneinvalledaosta.com
Ci prepariamo alla discesa, un sguardo alla Comba di Merdeux ( ho trovato la spiegazione di questo nome così curioso su tapazovaldoten.altervista.org) e alle Alpi Graie che ci circondano.
Scendiamo giù per l'Alta Via 1, si tratta di un tratto ripido e stretto, ma breve, attrezzato con corde e scalini, da percorrere con le dovute cautele.
volgiamo gli occhi al primo tratto già percorso
ed uno a quello che dobbiamo percorrere
Scendendo incontriamo del ciclisti che fanno portage delle loro mountainbike. La prossima volta lo farò anch'io! Ho deciso!!!
Un passaggio al rifugio Frassati, i volontari e gestori dell'Operazione Mato Grosso stanno sistemando l'esterno.
L'ultima foto del vallone, questa volta dal basso verso l'alto, per vedere e ricordare il tragitto fatto.
Arrivati a Saint Rhemy en Bosses ci rendiamo conto che abbiamo ancora abbastanza tempo per scendere fino a Etroubles, da dove prendiamo l'autobus della Savda delle circa 18:25 per tornare ad Aosta.
Conclusione, prima esperienza di questa lunghezza per Claudia, conclusa positivamente. Il caldo ci è stato compagno di viaggio, per fortuna siamo partiti presto e con un cielo velato per la prima parte del percorso, nonostante questo siamo riusciti a bruciarci le spalle e il collo... l'abbronzatura accumulata nelle gite precedenti non è stata sufficiente come pensavamo!
Consiglio di avere al seguito adeguati contenitori per l'acqua, lungo il percorso ai rifugi sono presenti fontane, di portarsi la crema solare e indumenti per coprirsi, in un tratto vi era un lieve, ma fresca brezza, che ci ha fatto mettere il maglione.
Un pò di dati dal sito GeoNavigazione regionale della Regione Valle d'Aosta
Quota minima 1199m s.lm.
Quota massima 2925m s.l.m.
I dati successivi sono calcolati manualmente, essendoci un errore sulla traccia sul sito, che ho già provveduto a segnalare tramite email a chi di dovere:
2168 D+
1903 D-
Percorso 33369 m
#molestolo #Aosta #Italia
#ttt #cmp #technosportvda #technovda #technorace #TdTdT #trail #egathlon #egathlontrail #TrailAutogestiti
PS: l'8° nano è trombolo, il nano che ha uno "strumento" di 35 cm...
PS2: Chi si ricorda i nomi dei sette nani? ;)
Courmayeur - Etroubles
l'idea iniziale è di percorrere all'inverso l'ultimo tratto del Tor des Géants (Courmayeur-Saint Rhemy en Bosses) sull'Alta Via 1.Courmayeur ore 6:05 dopo aver bevuto il caffè e salutato Michel ci incamminiamo, mi sembra ancora di vedere la folla lungo le vie del centro che si accalcava per vedere la partenza e poi successivamente dopo una settimana l'arrivo dell'ultimo concorrente del Tor des Géants, un'enorme festa!!! Urla, striscioni, lo speaker che scandisce gli ultimi passi, noi, le scope, dietro a chiudere la gara, le foto di rito... seguo i miei pensieri fino all'imbocco del sentiero per il primo rifugio Bertone, poi la passione per la natura e la montagna prende il sopravvento.
Poco prima del rifugio, mentre gettiamo un ultimo sguardo alla valle, con Courma (così viene chiamata affettuosamente la cittadina ai piedi del Monte Bianco) ai nostri piedi, un gruppo di appassionati di trail, di lingua francese ci sfila, ci si saluta, una tradizione della montagna.
Uno sguardo alla catena del Monte Bianco
Al Bertone ci sono diverse persone di varie nazionalità e una comitiva di asini... ops con gli asini, non prendetevela , si scherza!!!
Una rapida occhiata alla cartellonistica e via
Stiamo camminando sul percorso della Gran Trail Courmayeur, esattamente sulla corsa lunga Ultra Trail 90Km - 6000m D+ del 11/12 luglio, il mio amico Sergio Borbey, atleta di punta della Technosport Trail Team è arrivato decimo assoluto. Complementi Sergio! Sei un grande!!!
Laggiù in basso la frazione Entrèves con l'ingresso del tunnel del Monte Bianco
un sguardo verso valle
Siamo ormai prossimi al rifugio Bonatti, da dove un elicottero fa da spola col fondo valle incontriamo piacevolmente dei Carabinieri che scendono
al Bonatti facciamo una breve pausa per rifornimento idrico alla fontana presente e poi si riparte. Per di qua o per di là?
Dai casolari di Giué Dessus si vede il vallone di Malatrà, andiamo verso la fine del falso piano, saliremo dopo la cresta di sinistra, da qua non si vede il colle.
Un ultimo sforzo e arriviamo al colle di Malatrà, nella foto è il punto più basso e centrale della cresta.
Allo stretto colle a 2925m facciamo le foto di rito, va beh per farle devo spazzare via le nuvole dal Monte Bianco.
Per utili informazioni consultare la relazione, con foto allegate, della guida alpina Stefano Pivot su www.montagneinvalledaosta.com
Ci prepariamo alla discesa, un sguardo alla Comba di Merdeux ( ho trovato la spiegazione di questo nome così curioso su tapazovaldoten.altervista.org) e alle Alpi Graie che ci circondano.
Scendiamo giù per l'Alta Via 1, si tratta di un tratto ripido e stretto, ma breve, attrezzato con corde e scalini, da percorrere con le dovute cautele.
volgiamo gli occhi al primo tratto già percorso
ed uno a quello che dobbiamo percorrere
Scendendo incontriamo del ciclisti che fanno portage delle loro mountainbike. La prossima volta lo farò anch'io! Ho deciso!!!
Un passaggio al rifugio Frassati, i volontari e gestori dell'Operazione Mato Grosso stanno sistemando l'esterno.
L'ultima foto del vallone, questa volta dal basso verso l'alto, per vedere e ricordare il tragitto fatto.
Arrivati a Saint Rhemy en Bosses ci rendiamo conto che abbiamo ancora abbastanza tempo per scendere fino a Etroubles, da dove prendiamo l'autobus della Savda delle circa 18:25 per tornare ad Aosta.
Conclusione, prima esperienza di questa lunghezza per Claudia, conclusa positivamente. Il caldo ci è stato compagno di viaggio, per fortuna siamo partiti presto e con un cielo velato per la prima parte del percorso, nonostante questo siamo riusciti a bruciarci le spalle e il collo... l'abbronzatura accumulata nelle gite precedenti non è stata sufficiente come pensavamo!
Consiglio di avere al seguito adeguati contenitori per l'acqua, lungo il percorso ai rifugi sono presenti fontane, di portarsi la crema solare e indumenti per coprirsi, in un tratto vi era un lieve, ma fresca brezza, che ci ha fatto mettere il maglione.
Un pò di dati dal sito GeoNavigazione regionale della Regione Valle d'Aosta
Quota minima 1199m s.lm.
Quota massima 2925m s.l.m.
I dati successivi sono calcolati manualmente, essendoci un errore sulla traccia sul sito, che ho già provveduto a segnalare tramite email a chi di dovere:
2168 D+
1903 D-
Percorso 33369 m
#molestolo #Aosta #Italia
#ttt #cmp #technosportvda #technovda #technorace #TdTdT #trail #egathlon #egathlontrail #TrailAutogestiti
martedì 9 giugno 2015
Valnontey - Sella - Herbétet - Valnontey. Cogne
Domenica 07/06/2015
Siamo alla fine di una settimana di caldo anomalo per la stagione, nella notte vi è stato un forte temporale, a rinfrescato, questo ci permette di uscire più tardi da casa su quanto avevamo programmato, sono circa le 7:30 siamo solo in due, Claudia ed io, abbiamo in mente di fare varie gite durante il periodo estivo, oggi decidiamo di andare a Cogne al rifugio Sella.
La temperatura nella Valnontey (Cogne) è piacevole, leggermente umida, è ancora tutto bagnato. Ci avviamo lungo il sentiero 18, sentiero E, alla portata di chiunque abbia un minimo di allenamento nonché un equipaggiamento adatto.
Ci troviamo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Saliamo abbastanza velocemente, nel mentre vediamo lontano in un prato un contadino intento a sistemare l'irigazione a pioggia, vicino a lui alcuni camosci, per nulla disturbati.
Camminiamo tranquilli, il paesaggio nuvoloso ed il terreno umido ci affascinano, guardando meglio su uno sperone roccioso dove vi è un albero che la forza di gravità e la neve hanno cercato di far crescere storto, senza però riuscirci, avvistiamo un camoscio.
Di camosci lungo la salita per il Sella ne vediamo altri, alcuni a pochi metri, animali che hanno timore dell'uomo, ma sono anche curiosi, basta fermarsi, non tentare di avvicinarsi, fare movimenti bruschi o disturbarli e loro continuano a brucare.
Incontriamo lungo la salita 4 persone che corrono in discesa. Penso che si stanno allenando per gare trail, poi mi ricordo che siamo sul sentiero 18, che è anche l'altavia 2, un tratto del percorso del Tor des Géants. Chissà se faranno la famosa gara a settembre.
Usciamo dal tratto boscoso, ad un certo punto una marmotta di vedetta su una roccia si mette a fischiare,
neanche il tempo di pensare che siamo lontani per crearle del pericolo, che individuiamo un ombra proiettatta sul terreno, veloce passa un grosso gipeto, dall'emozione e dallo stupore non scatto nessuna foto. Peccato!!! Ecco il pericolo che aveva avvistato la marmotta.
Siamo prossimi al rifugio Sella, al primo edificio, mentre due corridori ci passano vediamo il primo stambecco della giornata.
Subito dopo il primo, nel piano del rifugio ce ne è un intero branco, sono tranquilli, oggi ci sono poche persone
Al Sella ci rinfreschiamo un pò bevendo un succo di frutta, ci consultiamo tra noi. Si prosegue sul sentiero 18B, verso i casolari dell'Herbétet, un sentiero EE, per Escursionisti Esperti, per poi ridiscendere in Valnontey
Percorso il promo tratto possiamo ammirare il rifugio Sella
riusciamo anche ad ammirare l'ombra del Gipeto, che continua a volare in zona ed è lontano per essere fotografato.
Il primo tratto di percorso è facile
poi diventa più impegnativo, con alcuni attraversamenti sulla neve
Laggiù vediamo Cogne
incrociamo una femmina di stambecco, con due cuccioli
Il percorso si fa impegnativo, con tratti esposti a traccia singola, dei tratti con scalini in ferro artificiali e/o tratti con corde fisse
In un punto siamo costretti a passare nell'acqua fino a metà polpaccio, la neve si sta sciogliendo e scorre nel sentiero, anche abbastanza forte. Attraversiamo un tratto roccioso, che ci dà l'impressione che quando c'è maltempo si abbatttono i fulmini. Chissà se è solo una nostra impressione.
Avvistiamo per la terza volta nella giornata il gipeto, giusto un attimo, per fargli una foto e vederlo sparire dietro la montagna. Nello stesso istante un allodola si posa poco distante da noi, considera meno pericoloso l'uomo del grosso uccello?
Giusto il tempo di svoltare anche noi dietro la montagna che ricompare il gipeto barbuto
Sono un pò sconsolato, lo vedo allontanarsi, con il Canon 100-300mm montato sulla mia Canon 700D non posso fare di meglio che la foto sopra, quando lo vedo virare verso di noi.. Dentro di me urlo di gioia!!!
Grazie!!! Siamo le uniche persone in zone e probabilmente anche lui ha un pò di curiosità nel vederci...
Lo ringrazio per aver fatto un sorvolo su di noi, anche se in lontanza, ho scattato con l'obiettivo a 300mm.
Per curiosità, dall'ingrandimento delle foto si vede che ha qualcosa nel becco, ma non si capisce cosa.
Si allontana definitivamente
Siamo ormai prossimi ai casolari dell'Herbétet
Arriviamo, ci sono degli stambecchi, i due maschi, inizialmente si mettono sul chi va là, alzandosi, poi capito che non abbiamo nessuna intenzione di disturbarli si sdraiano nuovamente.
La femmina mi fischia, rizzando il pelo, non si aspettava di vedermi, poi si allontana, i cuccioli sono più su con le femmine e qualche giovane maschio.
Mangiamo qualcosa, sia per noi che per gli stambecchi un attimo di riposo. Uno dei due maschi decide che deve venire vicino a noi a qualche metro di distanza per fare la sua lunga pipì. Che dire? Il bello della natura è anche questo!!!
Poi si allontana, si gira e... mi invita a fargli una foto... suggestione? Giudicate voi.
Salutiamo i nostri nuovi amici e ci avviamo verso la macchina, sentiero 22, difficolta E
Il caldo si fa sentire intenso quando per finire percorriamo il fondo valle diretti a Valnontey, poco ci importa sia contenti per la giornata trascorsa in montagna.
- Per la programmazione degli ininerari in Valle d'aosta suggerisco: http://geonavsct.partout.it/pub/geosentieri/#
- https://instagram.com/molestolo/
- https://plus.google.com/+StefanoPernisco
#molestolo #Aosta #Italia #pngp #parconazionalegranparadiso #camoscio #allodola #gipeto
Valnontey - Sella - Herbétet - Valnontey.
Cogne - Valle d'Aosta
Siamo alla fine di una settimana di caldo anomalo per la stagione, nella notte vi è stato un forte temporale, a rinfrescato, questo ci permette di uscire più tardi da casa su quanto avevamo programmato, sono circa le 7:30 siamo solo in due, Claudia ed io, abbiamo in mente di fare varie gite durante il periodo estivo, oggi decidiamo di andare a Cogne al rifugio Sella.
La temperatura nella Valnontey (Cogne) è piacevole, leggermente umida, è ancora tutto bagnato. Ci avviamo lungo il sentiero 18, sentiero E, alla portata di chiunque abbia un minimo di allenamento nonché un equipaggiamento adatto.
Ci troviamo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Saliamo abbastanza velocemente, nel mentre vediamo lontano in un prato un contadino intento a sistemare l'irigazione a pioggia, vicino a lui alcuni camosci, per nulla disturbati.
Camminiamo tranquilli, il paesaggio nuvoloso ed il terreno umido ci affascinano, guardando meglio su uno sperone roccioso dove vi è un albero che la forza di gravità e la neve hanno cercato di far crescere storto, senza però riuscirci, avvistiamo un camoscio.
Di camosci lungo la salita per il Sella ne vediamo altri, alcuni a pochi metri, animali che hanno timore dell'uomo, ma sono anche curiosi, basta fermarsi, non tentare di avvicinarsi, fare movimenti bruschi o disturbarli e loro continuano a brucare.
Incontriamo lungo la salita 4 persone che corrono in discesa. Penso che si stanno allenando per gare trail, poi mi ricordo che siamo sul sentiero 18, che è anche l'altavia 2, un tratto del percorso del Tor des Géants. Chissà se faranno la famosa gara a settembre.
Usciamo dal tratto boscoso, ad un certo punto una marmotta di vedetta su una roccia si mette a fischiare,
neanche il tempo di pensare che siamo lontani per crearle del pericolo, che individuiamo un ombra proiettatta sul terreno, veloce passa un grosso gipeto, dall'emozione e dallo stupore non scatto nessuna foto. Peccato!!! Ecco il pericolo che aveva avvistato la marmotta.
Siamo prossimi al rifugio Sella, al primo edificio, mentre due corridori ci passano vediamo il primo stambecco della giornata.
Subito dopo il primo, nel piano del rifugio ce ne è un intero branco, sono tranquilli, oggi ci sono poche persone
Al Sella ci rinfreschiamo un pò bevendo un succo di frutta, ci consultiamo tra noi. Si prosegue sul sentiero 18B, verso i casolari dell'Herbétet, un sentiero EE, per Escursionisti Esperti, per poi ridiscendere in Valnontey
Percorso il promo tratto possiamo ammirare il rifugio Sella
riusciamo anche ad ammirare l'ombra del Gipeto, che continua a volare in zona ed è lontano per essere fotografato.
Il primo tratto di percorso è facile
poi diventa più impegnativo, con alcuni attraversamenti sulla neve
Laggiù vediamo Cogne
incrociamo una femmina di stambecco, con due cuccioli
Il percorso si fa impegnativo, con tratti esposti a traccia singola, dei tratti con scalini in ferro artificiali e/o tratti con corde fisse
In un punto siamo costretti a passare nell'acqua fino a metà polpaccio, la neve si sta sciogliendo e scorre nel sentiero, anche abbastanza forte. Attraversiamo un tratto roccioso, che ci dà l'impressione che quando c'è maltempo si abbatttono i fulmini. Chissà se è solo una nostra impressione.
Avvistiamo per la terza volta nella giornata il gipeto, giusto un attimo, per fargli una foto e vederlo sparire dietro la montagna. Nello stesso istante un allodola si posa poco distante da noi, considera meno pericoloso l'uomo del grosso uccello?
Giusto il tempo di svoltare anche noi dietro la montagna che ricompare il gipeto barbuto
Sono un pò sconsolato, lo vedo allontanarsi, con il Canon 100-300mm montato sulla mia Canon 700D non posso fare di meglio che la foto sopra, quando lo vedo virare verso di noi.. Dentro di me urlo di gioia!!!
Grazie!!! Siamo le uniche persone in zone e probabilmente anche lui ha un pò di curiosità nel vederci...
Lo ringrazio per aver fatto un sorvolo su di noi, anche se in lontanza, ho scattato con l'obiettivo a 300mm.
Per curiosità, dall'ingrandimento delle foto si vede che ha qualcosa nel becco, ma non si capisce cosa.
Si allontana definitivamente
Siamo ormai prossimi ai casolari dell'Herbétet
Arriviamo, ci sono degli stambecchi, i due maschi, inizialmente si mettono sul chi va là, alzandosi, poi capito che non abbiamo nessuna intenzione di disturbarli si sdraiano nuovamente.
La femmina mi fischia, rizzando il pelo, non si aspettava di vedermi, poi si allontana, i cuccioli sono più su con le femmine e qualche giovane maschio.
Mangiamo qualcosa, sia per noi che per gli stambecchi un attimo di riposo. Uno dei due maschi decide che deve venire vicino a noi a qualche metro di distanza per fare la sua lunga pipì. Che dire? Il bello della natura è anche questo!!!
Poi si allontana, si gira e... mi invita a fargli una foto... suggestione? Giudicate voi.
Salutiamo i nostri nuovi amici e ci avviamo verso la macchina, sentiero 22, difficolta E
Il caldo si fa sentire intenso quando per finire percorriamo il fondo valle diretti a Valnontey, poco ci importa sia contenti per la giornata trascorsa in montagna.
- Per la programmazione degli ininerari in Valle d'aosta suggerisco: http://geonavsct.partout.it/pub/geosentieri/#
- https://instagram.com/molestolo/
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#molestolo #Aosta #Italia #pngp #parconazionalegranparadiso #camoscio #allodola #gipeto
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